Non fatevi “infinocchiare”!

Foeniculum vulgare

Sapevate che il detto “non farsi infinocchiare”, inteso come non farsi raggirare, è legato al Foeniculum vulgare (fam. Apiacee) comunemente noto come finocchio orticolo? Ebbene sì: nell’antica Roma il finocchio era utilizzato per mascherare odori e sapori poco gradevoli del vino di pessima qualità. Si aromatizzava il vino con i frutti di finocchio e il bevitore inesperto era ingannato. Non solo, se l’oste offriva del finocchio ai commensali prima di servire il vino, probabilmente temeva (o ne aveva la certezza) che il vino potesse essere scadente.

Il finocchio orticolo non ha nulla di ingannevole, ma contiene una sostanza dal sapore dolciastro e piacevole al gusto anche in concentrazioni elevate: il trans-anetolo che costituisce ben il 50-70% dell’olio essenziale dei frutti di finocchio. Questa sostanza ha la caratteristica di essere “coprente” per cui è molto usata per scopi più o meno nobili: nell’igiene orale in collutori, dentifrici, prodotti contro l’alitosi, nell’industria alimentare per aromatizzare o per… infinocchiare.

Per fortuna il finocchio ha usi ben più sinceri il più importante dei quali è in ambito pediatrico. Le tisane fatte con i frutti (erroneamente chiamati semi) sono indicate contro i dolori addominali e le coliche dei neonati: l’attività spasmolitica rilassa la muscolatura liscia dell’apparato digerente regolarizzando la motilità, riducendo la produzione di gas in eccesso e, si spera, facendo smettere i bimbi appena nati di urlare come aquilotti. Inoltre, dato molto importante, la tisana ai frutti di finocchio è ben tollerata, non ha effetti collaterali e non presenta controindicazioni tranne nel caso in cui sia stata riscontrata ipersensibilità all’anetolo o a qualche pianta appartenente alla famiglia della Apiacee. Se non avete particolari allergie alle Apiacee, potete usare la tisana ai frutti di finocchio per tutta la vita in casi di gonfiore o contro lievi spasmi addominali. Le donne in gravidanza e in allattamento possono assumere i frutti di finocchio nelle dosi consigliate (5-7 g di frutti) ma è bene evitare l’assunzione di olio essenziale perché troppo ricco in trans-anetolo. Infatti il trans-anetolo, in un olio essenziale mal conservato o con il passare del tempo, potrebbe andare incontro ad una reazione di dimerizzazione formando il dianetolo che è in grado di agire sulla ghiandola mammaria con una stimolazione della secrezione lattea. E’ da sottolineare che l’attività del dianetolo è selettiva per la ghiandola mammaria e non ha nessuna azione sugli organi sessuali femminili e maschili.

Un’ultima precisazione: il Foeniculum vulgare è una pianta monoica e cioè presenta fiori maschili e femminili insieme per cui la distinzione tra finocchio femmina e finocchio maschio è solo formale: il finocchio maschio è più tondeggiante e quindi più corposo, mentre quello femmina è allungato e più fibroso. La diversa forma dipende dalle tecniche di coltura e da fattori ambientali.

In conclusione, se mai vi dovesse capitare di vedere vino offerto insieme a del finocchio…fatevi la domanda di cui sapete già la risposta.

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2 pensieri su “Non fatevi “infinocchiare”!

  1. giovanna ha detto:

    Una lettura veramente piacevole e interessante. Stavo leggeno un post di Bressanini sul trans-anetolo e sono giunta alla sua pagina. Mi ha entusiasmato. Grazie

    Mi piace

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